L'ex nono pianeta
Plutone
Per settantasei anni è stato il nono pianeta, poi la definizione di «pianeta» è cambiata e Plutone è diventato il più famoso dei pianeti nani. Il declassamento non gli ha tolto nulla: la sonda New Horizons ha rivelato nel 2015 un mondo geologicamente vivo, con montagne di ghiaccio d'acqua, ghiacciai di azoto e una luna così grande da renderlo un sistema doppio.

- Diametro
- 2.377 km
- Distanza dal Sole
- 5.907 mln km
- Periodo orbitale
- 248 anni
- Durata del giorno
- 6,4 giorni
- Lune
- 5
- Temperatura
- -229 °C (media)
Caratteristiche fisiche
Plutone ha un diametro di 2.377 km, meno di un quinto di quello terrestre e circa due terzi di quello della Luna. La superficie è una distesa di ghiacci di azoto, metano e monossido di carbonio su un nucleo roccioso; a quelle temperature, attorno ai -229 °C, il ghiaccio d'acqua è duro come la roccia e forma vere e proprie montagne, alte fino a 3.500 metri.
Il tratto più riconoscibile è lo Sputnik Planitia, la metà occidentale della grande regione chiara a forma di cuore: una pianura di azoto ghiacciato larga circa mille chilometri, priva di crateri e quindi geologicamente giovanissima. La sua superficie è divisa in celle poligonali larghe decine di chilometri, segno di convezione in atto: il ghiaccio si rimescola lentamente, come acqua che bolle al rallentatore.
Orbita e sistema doppio
L'orbita di Plutone è la più anomala fra quelle dei grandi corpi conosciuti: eccentrica al punto da farlo oscillare tra 4,4 e 7,4 miliardi di km dal Sole, e inclinata di 17° sul piano su cui si muovono i pianeti. Per vent'anni di ogni giro di 248 anni si trova più vicino al Sole di Nettuno — è successo l'ultima volta tra il 1979 e il 1999. I due non rischiano però di scontrarsi: una risonanza 3:2 li tiene sempre distanti, perché Plutone compie esattamente due orbite ogni tre di Nettuno.
Caronte, la maggiore delle cinque lune, ha metà del diametro di Plutone e un dodicesimo della sua massa: abbastanza perché il baricentro del sistema cada fuori dalla superficie di Plutone, a circa 2.100 km dal suo centro. I due non si comportano quindi come un pianeta e il suo satellite, ma come una coppia che ruota attorno a un punto vuoto dello spazio, mostrandosi sempre la stessa faccia. Le altre quattro lune — Stige, Notte, Cerbero e Idra — sono corpi irregolari di poche decine di chilometri.
Perché non è più un pianeta
Clyde Tombaugh scoprì Plutone nel 1930 e per decenni fu considerato il nono pianeta. Il problema nacque a partire dagli anni Novanta, quando si scoprì che la fascia di Kuiper è popolata da migliaia di corpi ghiacciati simili a lui. Il colpo decisivo arrivò nel 2005 con Eris, più massiccio di Plutone: o si accettavano decine di nuovi pianeti, o si cambiava la definizione.
Nel 2006 la IAU fissò tre requisiti: orbitare attorno al Sole, avere massa sufficiente ad assumere forma sferica e aver ripulito la propria orbita dagli altri corpi. Plutone soddisfa i primi due ma non il terzo, perché condivide la sua fascia con innumerevoli oggetti transnettuniani. Da qui la nuova categoria di pianeta nano, che oggi conta cinque membri ufficiali.
Le 5 lune di Plutone
Plutone ha 5 satelliti naturali confermati, tutti con un nome ufficiale assegnato dall'Unione Astronomica Internazionale.
- Caronte
- Stige
- Notte
- Cerbero
- Idra
Domande frequenti
Perché Plutone non è più un pianeta?
Perché non soddisfa il terzo dei tre criteri fissati dalla IAU nel 2006: non ha ripulito la propria orbita dagli altri corpi. Plutone condivide la fascia di Kuiper con migliaia di oggetti ghiacciati di dimensioni paragonabili, mentre un pianeta è gravitazionalmente dominante nella regione che percorre.
Quante lune ha Plutone?
Cinque: Caronte, di gran lunga la più grande, e poi Stige, Notte, Cerbero e Idra, tutte scoperte tra il 2005 e il 2012 dal telescopio Hubble. Caronte è così massiccia rispetto a Plutone che i due formano di fatto un sistema doppio.
Plutone è più vicino al Sole di Nettuno?
Talvolta sì. La sua orbita è così eccentrica che per una ventina d'anni su ogni giro di 248 si trova all'interno dell'orbita di Nettuno: è accaduto dal 1979 al 1999. Una risonanza 3:2 fra i due impedisce comunque qualsiasi avvicinamento pericoloso.
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