Il bersaglio della difesa planetaria

Didymos

Didymos è un asteroide near-Earth largo circa 800 metri, attorno al quale orbita una piccola luna, Dimorphos. Il 26 settembre 2022 la sonda DART della NASA ha colpito la luna di proposito e ne ha modificato l'orbita: è stata la prima volta che l'umanità ha spostato un corpo celeste, e la prima prova che un asteroide in rotta di collisione si potrebbe deviare.

Modello 3D dell'asteroide Didymos con la sua luna Dimorphos, ricostruito dai dati della sonda DART
Dimensioni
818 × 801 × 604 m
Distanza dal Sole
246 mln km
Periodo orbitale
2,11 anni
Rotazione
2,26 ore
Scoperta
1996
Luna
Dimorphos

Caratteristiche fisiche

Didymos misura 818 × 801 × 604 metri e ha la forma di una trottola schiacciata, con un rigonfiamento all'equatore. Ruota in appena 2 ore e 16 minuti, quasi al limite oltre il quale la forza centrifuga strapperebbe via il materiale dalla superficie. È un asteroide roccioso di tipo S, probabilmente un mucchio di macerie.

Proprio la rotazione rapida spiega l'esistenza della luna: si pensa che in passato Didymos abbia perso detriti dall'equatore e che questi, riunendosi in orbita, abbiano formato Dimorphos. Circa un asteroide near-Earth su sei ha un compagno, e questo è il meccanismo più probabile.

Orbita e rotazione

Didymos percorre in 2,11 anni un'orbita molto allungata, compresa fra 1,01 e 2,27 UA dal Sole, a 246 milioni di km in media, inclinata di 3,4° sull'eclittica: al perielio arriva all'altezza dell'orbita terrestre, all'afelio supera quella di Marte. Né Didymos né la sua luna sono una minaccia per la Terra: l'esperimento fu fatto qui proprio perché non c'era alcun rischio, né prima né dopo.

I passaggi ravvicinati alla Terra sono rari: quello del 2003 portò alla scoperta della luna, e quello dell'ottobre 2022, a circa 11 milioni di km, fu scelto per l'impatto di DART perché permetteva di seguire il sistema con i telescopi a terra. Il prossimo avvicinamento paragonabile sarà nel 2062.

Dimorphos e l'impatto di DART

Prima dell'impatto Dimorphos misurava 178 × 169 × 114 metri e girava attorno a Didymos a circa 1,2 km dal suo centro, in 11 ore e 55 minuti. È un mucchio di massi privo di coesione, più simile a un cumulo di ghiaia che a una roccia. La sua esistenza fu dedotta nel 2003 dalle variazioni di luminosità del sistema, e confermata dal radar.

La sonda DART, grande quanto un distributore automatico, lo colpì il 26 settembre 2022 alle 23:14 UTC, a 6,1 km al secondo. Il periodo orbitale si accorciò di 33 minuti, molto più dei 7 attesi dal solo urto: la differenza la fece il materiale schizzato via, che spinse la luna come il getto di un razzo. Il piccolo satellite italiano LICIACube, sganciato due settimane prima, riprese la scena passando a meno di 60 km.

Scoperta ed esplorazione

Didymos fu scoperto l'11 aprile 1996 dal programma Spacewatch, a Kitt Peak, in Arizona. Il nome significa «gemello» in greco e gli fu dato quando si scoprì che era doppio; la luna è stata chiamata Dimorphos, «che ha due forme», perché è il primo corpo celeste la cui orbita è stata cambiata dall'uomo.

Per misurare con precisione l'effetto dell'urto l'Agenzia spaziale europea ha lanciato il 7 ottobre 2024 la sonda Hera, che nel marzo 2025 ha sorvolato Marte e il cui arrivo a Didymos è previsto per novembre 2026. Insieme a due piccoli satelliti, Milani e Juventas, misurerà la massa di Dimorphos, la forma del cratere e la struttura interna dei due corpi: i dati che mancano per trasformare un esperimento riuscito in una tecnica affidabile.

Domande frequenti

La Terra era in pericolo?

No. Didymos e Dimorphos non sono in rotta di collisione con la Terra, e l'impatto di DART non poteva cambiare le cose: ha modificato solo l'orbita della luna attorno all'asteroide principale, non quella del sistema attorno al Sole. Fu scelto proprio perché, essendo doppio, permetteva di misurare da terra una deviazione minuscola.

Di quanto è cambiata l'orbita di Dimorphos?

Il periodo orbitale è passato da 11 ore e 55 minuti a 11 ore e 22 minuti: 33 minuti in meno, con un margine di un minuto. L'obiettivo minimo della missione era 73 secondi. L'effetto è stato così grande perché i detriti espulsi dall'urto hanno aggiunto la loro spinta a quella della sonda.

A che cosa serve la missione Hera?

A capire esattamente che cosa è successo. DART ha misurato quanto è cambiata l'orbita, ma non la massa di Dimorphos né l'aspetto del cratere: senza questi dati non si può calcolare quanta spinta servirebbe per deviare un altro asteroide. Hera li misurerà sul posto, dopo il suo arrivo, previsto per novembre 2026.

Guarda l'intero Sistema Solare in movimento

Orbite reali, lune e velocità ricostruite dai dati NASA/JPL, direttamente nel tuo browser. Gratis e senza installazioni.

Avvia la simulazione 3D