Il mondo più lontano mai visitato
Arrokoth
Arrokoth è il corpo più lontano e più primitivo mai visitato da una sonda: un oggetto della fascia di Kuiper lungo 36 km, fatto di due lobi appoggiati l'uno all'altro come un pupazzo di neve. New Horizons l'ha sorvolato il 1° gennaio 2019, a 6,6 miliardi di km dalla Terra, e vi ha trovato un fossile intatto della nascita del Sistema Solare.

- Dimensioni
- 36 × 20 × 10 km
- Distanza dal Sole
- 6.617 mln km
- Periodo orbitale
- 294 anni
- Rotazione
- 15,9 ore
- Scoperta
- 2014
- Sorvolo
- 1° gennaio 2019
Caratteristiche fisiche
Arrokoth misura 36 × 20 × 10 km ed è un binario a contatto: due corpi distinti che si sono toccati e sono rimasti uniti. Il lobo maggiore è schiacciato come una lenticchia, il minore è più tondeggiante; il «collo» che li unisce è la zona più chiara. La superficie è liscia, con pochissimi crateri, e di un colore rosso intenso, dovuto a composti organici formati dalla radiazione sul ghiaccio di metanolo.
Proprio la forma è la scoperta più importante. I due lobi non mostrano fratture né deformazioni nel punto di contatto: si sono uniti a pochi metri al secondo, la velocità di una persona che cammina. È la prova che i planetesimi, i mattoni dei pianeti, non si sono formati per urti violenti ma dal collasso dolce di nubi di polvere e ciottoli.
Orbita e rotazione
Arrokoth orbita a 6.617 milioni di km dal Sole in media, cioè 44,2 unità astronomiche: circa 700 milioni di km oltre la distanza media di Plutone. Impiega 294 anni per un giro, su un'orbita quasi circolare e inclinata di appena 2,5° sull'eclittica.
Appartiene ai «classici freddi» della fascia di Kuiper: corpi dalle orbite tranquille, che non sono mai stati spostati dalla migrazione dei pianeti giganti e si trovano ancora dove si sono formati, 4,5 miliardi di anni fa. Laggiù il Sole è solo la stella più brillante del cielo e la temperatura resta attorno a 230 gradi sotto zero. Ruota su se stesso in 15,9 ore.
Scoperta ed esplorazione
Fu scoperto il 26 giugno 2014 con il telescopio spaziale Hubble, durante una ricerca mirata: serviva un secondo bersaglio per New Horizons dopo Plutone. Per anni fu noto con la sigla 2014 MU69 e con il soprannome provvisorio Ultima Thule. Il nome definitivo, scelto nel 2019 con il consenso dei rappresentanti del popolo Powhatan, significa «cielo» nella loro lingua.
New Horizons lo sorvolò il 1° gennaio 2019 a circa 3.500 km di distanza e a oltre 50.000 km/h. I dati impiegarono quasi due anni ad arrivare tutti sulla Terra, perché da quella distanza la sonda trasmette a circa mille bit al secondo. Resta l'incontro più lontano mai compiuto da un veicolo spaziale.
Domande frequenti
Che cosa significa Arrokoth?
Significa «cielo» nella lingua del popolo Powhatan, nativo della regione del Maryland dove hanno sede il centro che controlla New Horizons e l'istituto che gestisce Hubble. Il nome è stato proposto dal gruppo della missione e approvato dalla IAU nel novembre 2019; prima il corpo era chiamato in modo informale Ultima Thule.
Perché Arrokoth ha la forma di un pupazzo di neve?
Perché è fatto di due corpi che in origine orbitavano l'uno attorno all'altro e che si sono avvicinati lentamente fino a toccarsi, a pochi metri al secondo, senza rompersi. Forme simili si trovano in molte comete, come 67P: è un indizio che i piccoli corpi ghiacciati nascano spesso in coppia.
Arrokoth è un asteroide?
Non nel senso stretto. È un oggetto transnettuniano della fascia di Kuiper, fatto in buona parte di ghiacci, e orbita ben oltre Nettuno; gli asteroidi propriamente detti sono rocciosi o metallici e stanno per lo più fra Marte e Giove. Per la IAU appartiene comunque, come loro, alla categoria dei corpi minori del Sistema Solare.
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