L'asteroide del 13 aprile 2029
Apophis
Il 13 aprile 2029 Apophis, un asteroide di circa 340 metri, passerà a circa 32.000 km dalla superficie terrestre: più vicino dei satelliti che trasmettono la televisione. Sarà visibile a occhio nudo da Europa e Africa, e non colpirà la Terra. Per un corpo di queste dimensioni è un evento che accade in media una volta ogni qualche migliaio di anni.

- Diametro
- 340 m
- Distanza dal Sole
- 138 mln km
- Periodo orbitale
- 324 giorni
- Rotazione
- 30,6 ore
- Scoperta
- 2004
- Prossimo passaggio
- 13 aprile 2029
Caratteristiche fisiche
Apophis ha un diametro medio di circa 340 metri, più dell'altezza della Torre Eiffel, ed è allungato: le immagini radar mostrano due lobi, come un'arachide. È un asteroide roccioso di tipo S, simile per composizione alle meteoriti più comuni, e riflette circa un terzo della luce che riceve.
Non ruota attorno a un asse fisso: rotola su se stesso con un moto complesso, il cui periodo principale è di circa 30,6 ore. Il passaggio del 2029 quasi certamente cambierà questo moto, e potrebbe provocare piccole frane sulla superficie: è una delle cose che le sonde andranno a verificare.
Orbita e rotazione
Oggi Apophis percorre in 324 giorni un'orbita compresa fra 0,75 e 1,10 UA dal Sole, a 138 milioni di km in media: per la maggior parte del tempo sta all'interno dell'orbita terrestre, ed è per questo classificato fra gli Aten. Il passaggio del 2029 lo cambierà: la gravità della Terra allargherà la sua orbita, il periodo salirà a circa 1,2 anni e Apophis diventerà un asteroide del gruppo Apollo.
Il 13 aprile 2029, alle 21:46 UTC, passerà a circa 38.000 km dal centro della Terra, cioè a circa 32.000 km dalla superficie, all'interno dell'anello dei satelliti geostazionari. Raggiungerà la magnitudine 3 circa e attraverserà il cielo in poche ore, visibile a occhio nudo da Europa, Africa e Asia occidentale. Le osservazioni radar del 2021 hanno escluso ogni possibilità di impatto per almeno cento anni.
Scoperta ed esplorazione
Lo scoprirono Roy Tucker, David Tholen e Fabrizio Bernardi il 19 giugno 2004 dall'osservatorio di Kitt Peak, in Arizona. Nel dicembre dello stesso anno i primi calcoli diedero per il 2029 una probabilità di impatto del 2,7%, la più alta mai attribuita a un asteroide, e Apophis raggiunse il livello 4 della scala di Torino. Nel giro di pochi giorni osservazioni più vecchie, ritrovate negli archivi, esclusero l'urto. Il nome è quello greco del serpente egizio Apep, nemico del Sole.
Due missioni lo seguiranno durante il passaggio. La sonda OSIRIS-APEX della NASA, la stessa che ha riportato i campioni di Bennu, lo raggiungerà subito dopo l'incontro con la Terra e gli resterà accanto per circa un anno e mezzo. La missione europea Ramses, sviluppata con il Giappone, deve partire nella primavera del 2028 per arrivare a febbraio 2029, due mesi prima, e osservare l'asteroide prima, durante e dopo il passaggio.
Domande frequenti
Apophis colpirà la Terra nel 2029?
No. Passerà a circa 32.000 km dalla superficie, una distanza nota con un margine di pochi chilometri. Le osservazioni radar del marzo 2021 hanno escluso un impatto anche nei passaggi successivi, compreso quello del 2068, per almeno cento anni.
Apophis si vedrà a occhio nudo?
Sì, da un cielo sereno e buio. La sera del 13 aprile 2029 apparirà come una stella di media luminosità, circa magnitudine 3, in movimento rapido: attraverserà buona parte del cielo in poche ore. Sarà visibile da Europa, Africa e Asia occidentale, per circa due miliardi di persone.
Che cosa succederà all'asteroide durante il passaggio?
La gravità terrestre ne cambierà l'orbita, portandolo dal gruppo degli Aten a quello degli Apollo, e quasi certamente ne modificherà la rotazione. Le forze di marea potrebbero anche smuovere la superficie, causando piccole frane e portando alla luce materiale fresco. Per la Terra non ci sarà alcun effetto.
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