Il primo asteroide vicino alla Terra
Eros
Eros detiene due primati: è il primo asteroide scoperto su un'orbita che lo porta vicino alla Terra, nel 1898, e il primo corpo minore attorno a cui una sonda sia entrata in orbita e su cui si sia posata, un secolo più tardi. Lungo 34 km e largo 11, somiglia a una sella. Ed è grazie a lui che gli astronomi hanno misurato per la prima volta con precisione la distanza fra la Terra e il Sole.

- Dimensioni
- 34,4 × 11,2 × 11,2 km
- Distanza dal Sole
- 218 mln km
- Periodo orbitale
- 643 giorni
- Rotazione
- 5,27 ore
- Scoperta
- 1898
- Missione
- NEAR Shoemaker (2000-2001)
Caratteristiche fisiche
Eros misura 34,4 × 11,2 × 11,2 km: è uno dei più grandi asteroidi near-Earth e ha una forma molto allungata, ricurva al centro. È un asteroide di tipo S, roccioso, fatto di silicati e metallo come le meteoriti più comuni, le condriti ordinarie. La sua densità, 2,67 grammi per centimetro cubo, indica un corpo compatto ma percorso da fratture, non un mucchio di macerie.
La sonda NEAR ne ha fotografato l'intera superficie: oltre centomila crateri, innumerevoli massi e una coltre di polvere fine, la regolite, che in alcuni punti ha riempito le depressioni formando «stagni» perfettamente piatti. Le strutture maggiori sono Himeros, la grande sella larga una decina di chilometri, e il cratere Psyche, di 5 km. La gravità è debolissima: la velocità di fuga varia fra 3 e 17 metri al secondo secondo il punto, e in certi luoghi basterebbe un salto per non ricadere.
Orbita e rotazione
Eros percorre in 643 giorni un'orbita compresa fra 1,13 e 1,78 UA dal Sole, a 218 milioni di km in media: incrocia l'orbita di Marte ma non arriva a quella della Terra. Appartiene al gruppo degli Amor, gli asteroidi near-Earth che si avvicinano al nostro pianeta dall'esterno senza attraversarne il cammino. L'inclinazione è di 10,8°.
Ruota su se stesso in 5,27 ore, attorno all'asse più corto, come un'elica. Nei passaggi più favorevoli arriva a circa 22 milioni di km dalla Terra, come nel 1975; il prossimo così ravvicinato sarà nel 2056. Proprio questi passaggi lo resero prezioso: osservandolo da osservatori lontani fra loro, nel 1900-1901 e nel 1930-1931, gli astronomi ne misurarono la parallasse e ne ricavarono la distanza Terra-Sole con una precisione mai raggiunta prima.
Scoperta ed esplorazione
Lo scoprì Gustav Witt la sera del 13 agosto 1898 dall'osservatorio Urania di Berlino; la stessa notte lo fotografò anche Auguste Charlois a Nizza. Fu chiaro subito che non era un asteroide come gli altri: la sua orbita scendeva all'interno di quella di Marte. Per questo ricevette, primo fra gli asteroidi, un nome maschile, quello del dio greco dell'amore.
La sonda NEAR Shoemaker della NASA entrò in orbita attorno a Eros il 14 febbraio 2000, giorno di San Valentino, e lo studiò per un anno. Il 12 febbraio 2001, a fine missione, i controllori la fecero scendere lentamente fino a toccare la superficie: non era progettata per atterrare, ma sopravvisse e continuò a trasmettere dati per altre due settimane. Fu il primo atterraggio su un asteroide.
Domande frequenti
Eros può colpire la Terra?
Non oggi: la sua orbita non incrocia quella terrestre, e il punto più vicino al Sole resta a 1,13 UA. Per i prossimi secoli non esiste alcun rischio. Sul lunghissimo periodo, milioni di anni, le perturbazioni di Marte potrebbero modificarne l'orbita fino a farla incrociare con la nostra, ma è uno scenario statistico, non una previsione.
Come ha fatto la sonda NEAR ad atterrare su Eros?
Scendendo molto lentamente. La gravità di Eros è migliaia di volte più debole di quella terrestre, e la sonda toccò il suolo a circa 6 km/h, la velocità di una persona che cammina svelta. NEAR non aveva zampe né era progettata per posarsi: l'atterraggio fu un esperimento deciso a fine missione, e riuscì.
Perché Eros ha una forma così allungata?
Perché è troppo piccolo perché la gravità lo arrotondi: sotto qualche centinaio di chilometri di diametro la roccia resiste, e il corpo conserva la forma lasciata dagli urti. Eros è con ogni probabilità un frammento di un asteroide più grande andato distrutto in una collisione, e la sella centrale, Himeros, è la cicatrice di un impatto successivo.
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