La cometa più famosa

La cometa di Halley

È la cometa che tutti conoscono per nome: torna vicino al Sole ogni 75-76 anni e le sue apparizioni sono registrate da oltre duemila anni. Nel 1986 una flotta di sonde le è andata incontro e l'europea Giotto ne ha fotografato per la prima volta il nucleo: un blocco scuro lungo 15 km, da cui gas e polveri sfuggono a getti. Tornerà nell'estate del 2061.

Modello 3D della cometa di Halley con chioma, coda ionica e coda di polvere, al perielio del 1986

Passaggio al perielio del 9 febbraio 1986, dalla simulazione 3D

Nucleo
15,3 × 7,2 × 7,2 km
Periodo orbitale
75,6 anni
Perielio
0,59 UA
Afelio
35,2 UA
Ultimo perielio
9 febbraio 1986
Prossimo perielio
28 luglio 2061

Il nucleo e la coda

Il nucleo di Halley misura 15,3 × 7,2 × 7,2 km: ha la forma di una patata allungata ed è tra gli oggetti più scuri del Sistema Solare, perché riflette fra il 3 e il 4% della luce che riceve, meno del carbone. È un impasto poroso di ghiaccio d'acqua, polveri e composti del carbonio, e ruota lentamente, in circa 2,2 giorni, con il moto irregolare di una trottola che oscilla.

Lontano dal Sole Halley è solo questo: un sasso buio e inerte. Avvicinandosi, il ghiaccio comincia a sublimare, cioè passa direttamente da solido a gas, e trascina con sé la polvere. Attorno al nucleo si forma la chioma, una nube larga oltre centomila chilometri, e si allungano due code: quella di gas ionizzato, azzurra e dritta, spinta dal vento solare in direzione opposta al Sole, e quella di polvere, giallastra e curva, che resta indietro lungo l'orbita.

Orbita

Halley percorre un'ellisse molto allungata: al perielio passa a 0,59 UA dal Sole, fra le orbite di Mercurio e Venere, e all'afelio arriva a 35 UA, oltre Nettuno. Un giro dura in media 75,6 anni, ma il periodo cambia a ogni ritorno, fra 74 e 79 anni, perché i pianeti giganti ne deviano il cammino e i getti di gas agiscono come piccoli razzi.

L'orbita è inclinata di 162° sull'eclittica: significa che Halley gira attorno al Sole in senso opposto ai pianeti. Per questo incrocia la Terra a velocità altissime, e le polveri che semina lungo il percorso danno origine a due sciami di meteore, le Eta Aquaridi a maggio e le Orionidi a ottobre. Ha raggiunto l'afelio nel dicembre 2023 e ora sta tornando verso il Sole.

Scoperta ed esplorazione

Nessuno ha scoperto la cometa di Halley: si vede a occhio nudo, e le cronache cinesi ne registrano il passaggio già nel 240 a.C. Fu Edmond Halley, nel 1705, a capire che le comete apparse nel 1531, nel 1607 e nel 1682 erano lo stesso oggetto, e a prevederne il ritorno per il 1758. La cometa ricomparve la notte di Natale di quell'anno, quasi diciassette anni dopo la morte dell'astronomo: era la prima prova che anche le comete obbediscono alla gravità di Newton.

Al ritorno del 1986 le andò incontro una flotta di cinque sonde: due sovietiche Vega, due giapponesi e l'europea Giotto, che il 14 marzo passò a 596 km dal nucleo e riprese le prime immagini ravvicinate mai ottenute di una cometa. Dalla Terra quel passaggio fu poco spettacolare, perché la cometa restò lontana e dalla parte opposta del Sole. Quello del 2061 dovrebbe andare meglio: Halley sarà dalla stessa parte del Sole rispetto alla Terra e apparirà molto più luminosa.

Domande frequenti

Quando tornerà la cometa di Halley?

Il prossimo perielio è previsto per il 28 luglio 2061. La cometa sarà visibile a occhio nudo per alcune settimane attorno a quella data, in condizioni migliori rispetto al 1986. Chi è nato dopo quell'anno la vedrà per la prima volta; il passaggio successivo sarà nel 2134.

Perché la cometa di Halley torna ogni 76 anni?

Perché è il tempo che impiega a percorrere la sua orbita, un'ellisse che va da 0,59 a 35 UA dal Sole. Come ogni corpo in orbita si muove veloce vicino al Sole e lentissima lontano, dove passa quasi tutta la sua vita. Il periodo non è fisso: varia fra 74 e 79 anni per l'attrazione dei pianeti giganti.

La cometa di Halley è mai stata vista da vicino?

Sì. Nel marzo 1986 la sonda europea Giotto è passata a 596 km dal nucleo e lo ha fotografato: un corpo scuro e allungato di circa 15 km, con getti di gas e polvere sul lato illuminato. Altre quattro sonde, sovietiche e giapponesi, l'hanno studiata da più lontano negli stessi giorni.

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