Il pianeta nano più massiccio

Eris

Fu la scoperta di Eris, nel 2005, a costringere gli astronomi a definire per la prima volta che cosa sia un pianeta — e quindi a declassare Plutone. Appena più piccolo di Plutone ma il 27% più massiccio, percorre un'orbita estrema: inclinata di 44° sul piano del Sistema Solare e tanto allungata da portarlo fino a 14,6 miliardi di km dal Sole.

Superficie ghiacciata e brillante di Eris, ricostruzione basata sui dati osservativi
Diametro
2.326 km
Distanza dal Sole
10.147 mln km
Periodo orbitale
558 anni
Durata del giorno
15,8 giorni
Lune
1
Temperatura
-243 °C (circa)

Caratteristiche fisiche

Eris misura 2.326 km di diametro, cinquanta scarsi in meno di Plutone, ma è il 27% più massiccio: la densità più alta indica un interno molto più roccioso, con il ghiaccio confinato in un guscio superficiale. È il corpo più massiccio del Sistema Solare che non sia un pianeta o una sua luna.

La superficie riflette il 96% della luce che riceve: è quasi bianca, fra le più riflettenti del Sistema Solare, paragonabile alla neve fresca. La spiegazione più accreditata è che all'afelio l'atmosfera di azoto e metano geli completamente e ricada al suolo, ricoprendo di brina fresca l'intero corpo; avvicinandosi al Sole, quella brina tornerebbe in parte a sublimare.

Un'orbita estrema

L'orbita di Eris è la più eccentrica fra quelle dei pianeti nani riconosciuti: la distanza dal Sole passa da 5,7 miliardi di km al perielio a 14,6 miliardi all'afelio, e un giro completo richiede 558 anni. L'inclinazione di 44° la porta ben fuori dal piano su cui si muovono i pianeti, tanto che Eris è considerato un oggetto del disco diffuso, scagliato là fuori dall'influenza gravitazionale di Nettuno.

La sua unica luna, Dysnomia, misura circa 615 km e compie un giro in 15,8 giorni. Nel 2023 si è scoperto che quello è anche il periodo di rotazione di Eris: il pianeta nano è bloccato marealmente sulla propria luna, e i due si mostrano sempre la stessa faccia. Un giorno su Eris dura quindi più di due settimane terrestri.

La scoperta che cambiò le regole

Il gruppo di Michael Brown, Chad Trujillo e David Rabinowitz individuò Eris in immagini del 2003, riconoscendolo nel gennaio 2005. Le prime stime lo davano più grande di Plutone, e per un breve periodo fu presentato come il decimo pianeta. Il dilemma era netto: o Eris diventava un pianeta, e con lui decine di altri corpi in attesa, oppure serviva una definizione formale.

La IAU scelse la seconda strada nell'agosto 2006, creando la categoria dei pianeti nani. Il nome scelto non fu casuale: Eris è la dea greca della discordia, e la luna porta il nome di sua figlia Dysnomia, l'illegalità. Un riferimento ironico tanto alla disputa scientifica quanto a Lucy Lawless, l'attrice di Xena, il soprannome informale che il corpo aveva prima del battesimo ufficiale.

L'unica luna di Eris

Eris ha un solo satellite naturale confermato, con nome ufficiale assegnato dall'Unione Astronomica Internazionale.

  • Disnomia

Domande frequenti

Eris è più grande di Plutone?

In massa sì, in diametro no. Eris è il 27% più massiccio di Plutone, ma le misure per occultazione hanno stabilito che il suo diametro (2.326 km) è di poco inferiore a quello di Plutone (2.377 km). La differenza di massa a parità di dimensioni indica un interno molto più roccioso.

Perché la scoperta di Eris ha declassato Plutone?

Perché ha reso insostenibile la vecchia definizione. Se Plutone era un pianeta, lo doveva essere anche Eris, più massiccio di lui — e con loro decine di altri corpi della fascia di Kuiper già individuati o in attesa. Nel 2006 la IAU preferì fissare tre criteri formali, e quello sulla «pulizia dell'orbita» escluse entrambi.

Quanto è lontano Eris?

Il semiasse maggiore della sua orbita vale 10,1 miliardi di km, circa 68 volte la distanza Terra-Sole, ma l'eccentricità è tale da farlo variare fra 5,7 e 14,6 miliardi. All'afelio la luce del Sole impiega più di tredici ore per raggiungerlo.

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